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Bari a cielo aperto: la Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio dove la preghiera incontra la luce del sole (e la brezza marina).

Un varco di pietra nel cuore di Bari Vecchia. Entri, e non c’è soffitto: solo cielo, vento salmastro, luce che scivola sulle rovine. La Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio è un luogo a metà tra preghiera e paesaggio. Un silenzio breve, il rumore del mare, e la sensazione nitida che qui la città respiri più largo.

La piccola chiesa a cielo aperto vive a pochi passi dalla Muraglia, tra i vicoli di Bari Vecchia e il Lungomare Imperatore Augusto. Gli archeologi la datano tra XI e XII secolo, piena epoca romanica pugliese. La cronologia di dettaglio non è univoca: alcune letture propongono un nucleo più antico d’età bizantina, ma mancano prove definitive. Quello che si vede oggi è una pianta leggibile. Basi di pilastri disegnano le tre navate, l’abside guarda a oriente, la pietra calcarea racconta un cantiere essenziale e forte.

Non c’è copertura

Il perimetro basso protegge quel che resta di pavimenti e soglie, con tracce di mosaici e di opus sectile secondo stagioni e restauri. L’assenza del tetto non è un incidente: è una scelta conservativa che restituisce l’anima del luogo. La luce scende dove un tempo si levava il canto; la brezza marina entra come un organo naturale. Qui l’architettura diventa spazio mentale. E capisci perché Bari, in certi momenti, assomiglia a un porto interiore.

Una devozione che viaggia

Il titolo di “Buon Consiglio” rimanda a un culto mariano diffusissimo dal Quattrocento, legato al celebre affresco di Genazzano e ai contatti adriatici con l’Albania. È plausibile che la dedica barese risenta di quella circolazione di immagini e pellegrini; non abbiamo però documenti locali certi sulla prima intitolazione. Restano i segni: frammenti, croci incise, la misura sobria di una chiesa di quartiere che teneva insieme mare e mercato, pescatori e mercanti.

Come visitarla, senza fretta

Dove si trova: nel dedalo di Bari Vecchia, a ridosso della Muraglia, tra Piazza Mercantile e il lungomare. L’accesso è su un piccolo slargo; il sito è recintato per tutela. Orari: l’apertura può variare. Spesso è visibile dall’esterno; in alcune giornate si accede all’interno. Per non trovare il cancello chiuso, conviene verificare presso l’Info-Point turistico comunale o la Soprintendenza locale. Non risultano biglietti d’ingresso.

Quando andare: mattino presto o tardo pomeriggio. La luce radente fa emergere capitelli, basamenti, dettagli incisi. Dopo la pioggia, il chiaroscuro è netto ma il suolo può essere scivoloso. Come comportarsi: è un bene archeologico e un luogo di arte sacra. Passi leggeri, nessun gesto invasivo. Scarpe comode, rispetto per pietre e silenzio.

Un invito, più che una visita

C’è chi passa, scatta una foto e va. E chi resta un minuto di più. In quel minuto il vento taglia la fronte, il sale pizzica l’aria, e la città si svela in un equilibrio raro: rovine e futuro nello stesso respiro. La Santa Maria del Buon Consiglio non chiede di credere; chiede di ascoltare. Magari proprio quando il cielo si fa rosa sulle mura, e la domanda nasce da sé: quanta luce serve, oggi, per scegliere la strada giusta?

Delania Margiovanni

Laureata in Giurisprudenza, cambio strada quasi subito e dal 2008 lavoro sul web. Un ambiente dinamico che mi ha insegnato il valore della ricerca continua, della curiosità e della capacità di rimettersi sempre in gioco. È proprio qui che ho scoperto quanto si possa imparare ogni giorno, esplorando temi nuovi e lasciandosi guidare da passioni che evolvono nel tempo. La lettura resta, da sempre, il mio hobby del cuore.