Ecco la miglior crema spalmabile alla nocciola: non è quella che pensi

Un test francese svela qual è davvero la migliore crema spalmabile alla nocciola. La più famosa non è in cima alla classifica: ecco cosa è emerso.

La crema spalmabile alla nocciola evoca colazioni lente, merende dell’infanzia e cucchiai rubati direttamente dal barattolo. Un alimento entrato nelle case di milioni di persone, diventato quasi un simbolo. Proprio per questo, quando si parla di “migliore”, molti pensano subito di sapere già la risposta. Ma le cose, questa volta, vanno in modo diverso.

Dietro il gusto dolce e la consistenza vellutata, infatti, si nasconde un mondo fatto di zuccheri, grassi e ricette industriali che poco hanno a che vedere con l’idea di qualità. E la domanda, a un certo punto, diventa inevitabile: tra le tante creme sugli scaffali, ce n’è davvero una che si può considerare migliore delle altre?

Un test che cambia prospettiva

A provare a fare chiarezza è stato un recente test condotto in Francia da una rivista di consumatori, che ha messo sotto la lente 15 diverse creme spalmabili alla nocciola, alcune note anche al pubblico italiano. L’obiettivo non era decretare il prodotto “più sano” in assoluto, ma capire quale riuscisse a distinguersi in un panorama nutrizionalmente problematico.

crema alla nccciola
Un test che cambia prospettiva (AroundBari.it)

L’analisi ha tenuto conto di più elementi: il contenuto di zuccheri e grassi, la qualità e la trasparenza degli ingredienti, la percentuale di nocciole e perfino l’eventuale presenza di pesticidi. I risultati, già dalle prime valutazioni, hanno mostrato una realtà poco incoraggiante. In una porzione standard di appena 15 grammi, l’apporto di zuccheri può arrivare a coprire fino a una quota significativa del fabbisogno giornaliero raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non sorprende quindi che, applicando il Nutri-Score, quasi tutte le creme finiscano nella classe più bassa.

Anche sul fronte dei grassi le differenze sono limitate, mentre la lista ingredienti racconta spesso una storia simile: zucchero al primo posto e nocciole in percentuali molto variabili, a volte sorprendentemente basse. L’uso dell’olio di palma continua a pesare sul giudizio complessivo, soprattutto per le implicazioni ambientali, mentre risultano più apprezzate le alternative vegetali.

La rivelazione finale: la migliore non è la più famosa

Nonostante le criticità comuni a tutta la categoria, il test ha stilato una graduatoria meno severa del previsto, tenendo conto del consumo occasionale e della qualità relativa dei prodotti. Ed è qui che arriva la sorpresa.

crema alla nocciola spalmata sul pane e sullo sfondo nocciole
La rivelazione finale: la migliore non è la più famosa (AroundBari.it)

In cima alla classifica non troviamo la crema più conosciuta e venduta, ma quella firmata Lindt, che ottiene il punteggio più alto grazie a un equilibrio migliore tra ingredienti, percentuale di nocciole e qualità complessiva della ricetta. Subito dietro si posiziona Rigoni d’Asiago, mentre Nutella, pur restando un’icona, scende più in basso, penalizzata soprattutto dal profilo nutrizionale.

In fondo alla classifica si colloca invece Ovomaltine, giudicata la meno convincente del gruppo. Un risultato che ribalta molte convinzioni e dimostra come la notorietà non coincida sempre con la qualità.

Il messaggio che emerge dal test è chiaro: nessuna crema spalmabile alla nocciola può essere considerata un alimento “virtuoso”, ma alcune riescono a fare un passo in più rispetto ad altre. E quando si parla di scegliere la migliore, la risposta, ancora una volta, non è quella che molti si aspettavano.

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