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Il resto del mondo

Ho mangiato nel ristorante più economico di Parigi: un’esperienza da 12 euro che batte le stelle Michelin

Parigi non ha mezze misure: o ti seduce con tende di velluto o ti conquista con piatti caldi e tovaglie di carta. Io ho scelto la seconda via. Dodici euro, un sorriso del cameriere, e la sensazione di aver mangiato davvero.

Varco la porta di Bouillon Chartier e  trovo un brusio che rassicura. Forchette che tintinnano. Cappelli appesi in alto. Specchi che moltiplicano volti e luci. Sono sui Grands Boulevards, nel 9° arrondissement, dove i teatri storici e i passaggi coperti raccontano ancora la città ottocentesca.  Il ristorante si trova in un edificio storico (quello originale è in Rue du Faubourg Montmartre) con soffitti alti, specchi d’epoca e arredi in legno. Ti sembra di fare un salto nel 1896. Qui il tempo ha una trama precisa: si entra, ci si siede, si mangia bene, si paga poco, si esce.

Gli interni sono un manuale vivente di Belle Époque. Legno scuro, lampade a globo, banconi lucidati. Il cameriere in gilet nero annota l’ordine sulla tovaglia. È una scena rodata dal 1896, quando i fratelli Chartier inventarono un “bouillon” per la gente che lavorava: piatti popolari, ritmo rapido, conto onesto. L’idea è rimasta. Il locale è grande, la fila scorre, l’attesa raramente pesa. Spesso ti siedi vicino a sconosciuti. È parte del patto.

Il ristorante d’altri tempi Bouillon Chartie

Il menù non gioca a stupire. Propone basi solide: œufs mayonnaise, porri in vinaigrette, terrina; poi boeuf bourguignon, saucisse purée, confit de canard, blanquette de veau. Dessert di scuola: crème caramel, île flottante, baba al rum. Al momento della mia visita, molti antipasti oscillano tra 2 e 4 euro, i piatti principali tra 8 e 12, i dolci sotto i 4. La caraffa d’acqua è gratis, come vuole l’usanza francese. I prezzi cambiano, ma l’ordine di grandezza resta questo.

Perché costa così poco?

Il concept funziona su più leve. Il volume è alto e costante. La rotazione dei tavoli è rapida grazie al servizio veloce e alla formula senza prenotazione. La cucina prepara ricette che scalano bene: lunghe cotture, tagli umili che diventano teneri, salse sobrie. Si usa stagionalità ampia e fornitura centralizzata. Molti ristoranti parigini acquistano al mercato di Rungis; Chartier non pubblica l’elenco dei suoi fornitori, quindi non è verificabile voce per voce, ma la logica è quella: grandi quantità, prezzi negoziati, qualità costante. L’arredo è storico e ammortizzato. La comunicazione è essenziale. Il margine sulle bevande aiuta, ma puoi mangiare senza vino e spendere poco.

La mia “sfida dei 12 euro” è filata liscia

Ho preso œufs mayonnaise e saucisse purée. Totale: 11 e spicci, acqua in caraffa, pane sul tavolo. La salsiccia era ben rosolata, il purè curato, le uova fredde al punto giusto, maionese equilibrata. Zero fronzoli, molta coerenza. Ho assaggiato anche un cucchiaio di gratinée del vicino (ci siamo messi d’accordo con un sorriso): brodo caldo, cipolla dolce, pane imbevuto. Il genere di comfort food che non cerca applausi, ma costruisce memorie.

Le materie prime non mirano al “wow”

Cercano affidabilità. Verdure pulite, carni oneste, latticini standard. La forza è nella mano di cucina e nel ritmo di sala. Qui i piatti arrivano caldi, regolari, riconoscibili. È ciò che molti ristoranti dimenticano quando inseguono la sorpresa a ogni costo.

Uscendo, ho guardato i lampadari una volta ancora

C’era una coppia in viaggio, un impiegato con il giornale, una signora sola con il suo baba. Tutti pagavano cifre diverse, ma compravano la stessa cosa: tempo ben speso. Alla fine, cos’è il “lusso” se non poter dire “tornerò domani” senza guardare il conto?

Delania Margiovanni

Laureata in Giurisprudenza, cambio strada quasi subito e dal 2008 lavoro sul web. Un ambiente dinamico che mi ha insegnato il valore della ricerca continua, della curiosità e della capacità di rimettersi sempre in gioco. È proprio qui che ho scoperto quanto si possa imparare ogni giorno, esplorando temi nuovi e lasciandosi guidare da passioni che evolvono nel tempo. La lettura resta, da sempre, il mio hobby del cuore.