Non tutti lo sanno, ma ci sono dei casi particolari in cui si può andare in pensione con appena cinque anni di contributi: di cosa si tratta nello specifico.
Andare in pensione è il sogno di chiunque, dopo una vita di lavoro e sacrifici: come avviene ormai regolarmente, anche nei prossimi anni, c’è chi andrà dopo aver maturato un bel po’ di anni di contributi, mentre tanti altri dovranno accontentarsi di un cedolino mensile che sarà di un valore molto basso. A questa seconda categoria, purtroppo, appartengono ormai più di una generazione che nella vita non è riuscita a portare avanti altro che lavori precari.
Infatti, molti lavoratori oggi hanno carriere discontinue: cambiano lavoro molto spesso e comunque quasi sempre in maniera precaria. Non si tratta solo di accontentarsi, ma tutto questo dipende da una frammentazione del mercato del lavoro, diventato sempre più povero, che è sotto gli occhi di tutti: un processo che ahinoi appare quasi come irreversibile, sebbene di governo in governo, da anni, si promettano inversioni di rotta.
Così facendo, raggiungere la pensione tradizionale diventa difficile, perché servono almeno 20 anni di contributi e 67 anni di età, e forse lo diventerà sempre di più. Quello che però davvero in pochi oggi sanno è che esiste una possibilità davvero speciale di andare in pensione anche con soli 5 anni di contributi. Occorre appartenere a una categoria specifica e soddisfare alcuni requisiti essenziali, ma questa opportunità – se così vogliamo chiamarla – esiste.
Ma nella sostanza, che bisogna fare per andare in pensione con soltanto cinque anni di contributi? Per chi è iscritto all’Inps e non aveva contributi prima del 31 dicembre 1995, è possibile accedere alla pensione di vecchiaia con questi pochissimi anni di contributi che sono stati versati, ma a una condizioni, che ora non ti farà sicuramente piacere scoprire. Infatti, la condizione essenziale perché si possa andare in pensione con soli 5 anni di contributi è quella di aspettare il compimento di 71 anni.
Lo scopo della norma è quello di non far perdere i contributi versati, anche in carriere brevi o discontinue, mentre il sistema pensionistico prevede anche che chi invece ha contributi prima del 1996 debba seguire regole più rigide, ovvero avere almeno 15 anni di contributi complessivi, di cui almeno 5 accreditati dal primo gennaio 1996, e anche un mese nella Gestione Separata. Questo vale per l’Inps e non per le casse professionali.
In questo secondo caso, si può spesso andare in pensione con soli 5 anni di contributi e già a 65 anni, mentre ci sono alcune vecchie casse professionali che offrono condizioni ancora più flessibili. Per esempio i dottori commercialisti privi di contribuzione prima del 2004 possono andare in pensione a 62 anni con 5 anni di contributi. Infine, un’altra notizia importante è che ci sarà la possibilità, data dal Ministero del Lavoro, del ricongiungimento dei contributi di casse professionali e Gestione Separata Inps.