Per tutti i giovani è (finalmente) disponibile un nuovo bonus: per loro sono previsti 500 euro al mese per ben 3 anni, cosa sapere e come funziona.
L’Italia da anni si confronta con il peso della disoccupazione giovanile e la difficoltà di trattenere idee e talenti nel tessuto produttivo nazionale. In un mercato del lavoro che fatica a offrire opportunità reali, molti under 35 si trovano costretti a cercare alternative o a rimandare i propri progetti.
In quest’ottica, il Governo ha più volte annunciato incentivi e misure per favorire l’entrata nel mondo del lavoro e per sostenere l’autoimprenditorialità giovanile. Le promesse sono tante, ma tra annunci, decreti e interpretazioni burocratiche, non sempre resta chiaro chi ne beneficia veramente.
In passato, ad esempio, diversi bonus annunciati (orientati alla creazione di nuove imprese) sono stati criticati perché troppo esclusivi o difficili da ottenere nella pratica, lasciando molte richieste inevase e giovani delusi. Questo clima di aspettative disattese ha contribuito a una certa diffidenza tra i potenziali beneficiari.
Un bonus concreto per creare (o reinventare) il proprio futuro: cosa serve veramente
Ora arriva un vero colpo di scena per tanti giovani in cerca di una direzione: l’INPS, con recente comunicazione ufficiale, ha chiarito che un importante incentivo economico non è solo per coloro che aprono una ditta in senso tradizionale, ma può riguardare anche chi lavora in autonomia, con partita IVA e senza iscrizione camerale.

Questa apertura riguarda giovani under 35, in stato di disoccupazione al momento dell’avvio della propria attività, che operano in settori considerati strategici per l’innovazione, la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale. Un contributo economico di 500 € al mese, erogato per un massimo di 36 mesi (fino a 18.000 € complessivi).
- Non è un prestito: è un bonus a fondo perduto
- La somma può dare respiro finanziario nei primi anni di attività
- Può accompagnare spese di avviamento, formazione, strumenti di lavoro e molto altro
La misura rientra nel cosiddetto “Decreto Coesione”, nato per stimolare autoimpiego e nuovi progetti imprenditoriali nelle aree e settori fondamentali per il futuro economico del Paese. Per accedere al bonus è necessario:
- Avere meno di 35 anni al momento dell’avvio dell’attività
- Essere disoccupati prima dell’avvio
- Aver aperto la partita IVA tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025
- Operare in settori considerati strategici per digitalizzazione, tecnologia o sostenibilità
La finestra per presentare le domande (solo per liberi professionisti) è stata aperta dal 31 gennaio al 2 marzo 2026.


