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Il resto del mondo

Perchè visitare un paesino sperduto dell’Abruzzo potrebbe essere la scelta migliore per vivere un’ avventura degna di una trilogia fantasy

Un paese di pietra, un lago color smeraldo, un cervo che ti attraversa la strada come in una pagina di romanzo: a Villetta Barrea la realtà prende la rincorsa e diventa racconto. Non serve un incantesimo, basta arrivare al tramonto.

A volte l’Abruzzo sorprende senza alzare la voce. Villetta Barrea sta nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, a quasi mille metri di quota. Il borgo è piccolo, curato, con vicoli che scendono verso il Lago di Barrea e il fiume Sangro. Da Roma impieghi circa due ore e mezza, da Pescara poco meno di due. La strada risale le gole, poi il paesaggio si apre: acqua, boschi, prati. L’aria odora di resina e pietra bagnata.

Un paese come tanti, ma con un tocco di magia

All’inizio pensi sia un paese come altri. Butti l’occhio alla piazza, annoti il campanile, segui una gatta che schiva le sedie del bar. Poi, a metà della passeggiata, succede il cambio di scena: la vita del borgo si intreccia con la fauna selvatica. Qui i cervi sono di casa. Camminano tra i muretti, pascolano ai margini dei giardini, scendono all’alba e al crepuscolo. Giorni fa, secondo segnalazioni locali, due cervi maschi hanno incrociato i palchi proprio in piazza. Può accadere in autunno, durante il rut, quando il bramito riempie la valle. Non è uno spettacolo per turisti. È la natura che fa il suo mestiere.

Dove l’ordinario cede il passo al selvatico

Il parco è tra i più antichi d’Italia. Protegge l’Appennino e i suoi abitanti: cervo, lupo appenninico, e il rarissimo orso marsicano (che qui resta elusivo e va rispettato con massima cautela). A pochi minuti c’è la Camosciara, anfiteatro di rocce e faggete con sentieri facili e cascate. Verso monte trovi Opi, tutto pietra e panorama. Un po’ più in là, Pescasseroli, capitale del parco, con il centro visita e percorsi didattici. Intorno a Lago di Barrea corre una passeggiata che offre punti d’osservazione discreti: ponti sul Sangro, radure, rive silenziose.

Il cuore selvaggio d’Italia: natura e borghi del parco

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è il custode storico della biodiversità appenninica. Con i suoi oltre 50.000 ettari, protegge un ecosistema unico dove convivono il lupo appenninico e il cervo nobile, ormai simbolo urbano di borghi come Villetta Barrea. Qui vive anche l’orso bruno marsicano, una sottospecie endemica che conta appena <b”>50-60 esemplari: un tesoro fragile che richiede al visitatore il massimo silenzio e il rispetto assoluto dei sentieri tracciati.

A breve distanza dai centri abitati si apre la Camosciara, il nucleo ancestrale del parco. Questo anfiteatro naturale di roccia calcarea e dolomitica è celebre per le sue faggete (alcune delle quali sono Patrimonio UNESCO) e per le cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle. È l’area ideale per il trekking leggero, grazie a percorsi pianeggianti che portano fin sotto le pareti verticali dove non è raro avvistare il camoscio appenninico.

Spostandosi verso le alture, si incontra Opi, un borgo medievale “a fuso” arroccato su uno sperone roccioso a 1.250 metri, inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Poco lontano sorge Pescasseroli, il centro amministrativo e culturale del parco: qui il Centro Visita ospita un parco faunistico e un giardino botanico, ideali per comprendere l’ecologia della regione prima di avventurarsi nei sentieri di alta quota.

Il Lago di Barrea, un bacino artificiale creato negli anni ’50 sbarrando il fiume Sangro, è oggi una zona umida di importanza internazionale (Convenzione di Ramsar). Lungo le sue sponde si snoda una pista ciclo-pedonale che collega Barrea, Villetta Barrea e Civitella Alfedena, offrendo punti di osservazione privilegiati per il birdwatching e per osservare il passaggio della fauna selvatica che scende ad abbeverarsi nelle ore silenziose dell’alba e del tramonto.

Consigli pratici per un’avventura consapevole

A livello pratico, l’incontro con gli animali segue regole semplici e serie. Mantieni distanza di sicurezza (almeno 30–50 metri; i cartelli sul posto indicano le soglie). Non dare cibo. Non inseguire, non usare flash, non chiamare gli animali. Tieni il cane al guinzaglio. In auto, riduci la velocità soprattutto all’imbrunire: gli attraversamenti sono frequenti. Queste indicazioni riflettono le norme del parco e il buon senso di chi vive la montagna.

Un’avventura senza adrenalina

A Villetta Barrea non cerchi l’adrenalina, trovi presenza. La scena può essere minima: un fruscio nel canneto, un’ombra tra i faggi, un cervo che ti guarda e scompare. Forse l’avventura degna di una trilogia fantasy è proprio questa: entrare piano in un mondo che non ha bisogno di effetti speciali. Sei pronto a stare fermo quanto basta perché sia il paesaggio a muoversi verso di te?

Delania Margiovanni

Passione innata per il make up e per tutto ciò che concerne la bellezza e la cura del corpo. Elargire consigli è la mia prima missione, la seconda è quella di convertire le donne svogliate!!!

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Delania Margiovanni