C’è un attimo, tra il rumore delle tazzine e il respiro del marein cui a Polignano il caffè profuma di festa: un sorso caldo, una nota fresca, e quel tocco dolce che ti fa dire “ancora”. Il segreto? È semplice, ma non si dice subito.
Vi porto con me. Una mattina, al bancone, ho visto il barista prendere una scorza gialla e lucidissima. L’ha scaldata tra le dita, l’ha avvicinata alla tazzina. Non ha parlato. Solo un sorriso, come a dire: “Guarda qui”.
Il bello è proprio lì. Nel gesto. Nel profumo che esce prima del caffè. Niente magie difficili. Solo tre ingredienti che si cercano al primo incontro: caffè caldo, zucchero, scorza di limone. Il resto è carezza.
A casa si fa in un attimo. Se avete la moka, va benissimo. Se avete la macchina, ancora meglio. L’importante è che il caffè sia fatto al momento, bello deciso. Il limone? Non trattato, con una scorza sottile. Zucchero quanto basta, ma non troppo.
Preparate il caffè. Con la moka: acqua calda nella caldaia, fiamma bassa, togliete appena “canta”. Con l’espresso: un’estrazione corta, una trentina di secondi. In tutto, 2 minuti e ci siamo.
Nel bicchierino di vetro spesso (così si vedono gli strati), mettete 1 cucchiaino di zucchero. Se vi piace più dolce, 2. Fidatevi, ci vogliono due minuti.
Tagliate una striscia di scorza di limone, senza bianco. Schiacciatela tra pollice e indice sopra il bicchiere: escono gli oli, profuma subito. Passatela sul bordo. Poi lasciatela cadere dentro.
Versate il caffè bollente sullo zucchero e la scorza. Date 5 giri di cucchiaino, non di più. Così non si perde il profumo.
Una cucchiaiata di panna fresca semi-montata ci sta benissimo: fredda, appena montata con la frusta per 2-3 minuti, si appoggia come una nuvola. E per chi gradisce, un goccino di amaretto (mezzo cucchiaino) scalda il sorso senza coprire il limone. Ma ricordate: lo “speciale” nasce da quei tre semplici ingredienti. Il resto è casa.
Un trucco furbo: preparate un barattolino di zucchero al limone. Grattugiate la scorza di 1 limone non trattato in 200 g di zucchero, mescolate e fate asciugare 12 ore con coperchio socchiuso. Si conserva 2 settimane in dispensa. Mattina salva-colazione.
D’estate, per una versione più fresca, mettete il bicchierino in freezer per 10 minuti. Caffè caldo, vetro freddo, panna freddissima: contrasto che fa venire voglia di un altro giro. Senza lattosio? Panna vegetale ben fredda. Senza alcol? Solo panna, o niente: resta comunque profumatissimo.
Piccolo aneddoto: la prima volta ho esagerato con lo zucchero. Mio marito mi ha detto “buono, ma è un dolce al cucchiaio!”. Da allora faccio così: 1 cucchiaino per partire, assaggio, e al massimo aggiungo mezzo. Meglio salire che scendere, no?
Ultimo consiglio da amica: usate limoni con la buccia spessa e liscia. Quelli “brillanti”, per capirci. E tagliate la scorza larga: si “strizza” meglio e rilascia più profumo, senza amaro.
Tre mosse, niente di più, e sul tavolo arriva quel caffè che sa di mare, di sole e di chiacchiere fatte bene. Vedrete che successo a tavola. E poi… il secondo giro è d’obbligo.