La vicenda del bambino lasciato a piedi dall’autista del bus ha fatto discutere tutta Italia: qualcuno ci ha marciato sopra sui social network.
Come ben noto, un bambino di 11 anni è stato costretto a scendere da un autobus sotto la neve perché in possesso di un biglietto standard e non dell’obbligatorio “biglietto olimpico” da 10 euro introdotto per il periodo delle Olimpiadi invernali. La notizia ha fatto il giro dello Stivale e ha suscitato un’ondata di indignazione davvero incredibile. Il dibattito si è soprattutto concentrato sulla gestione delle tariffe e sulle tutele verso i più giovani.
Stando alla ricostruzione dei fatti, dopo che l’autista lo ha fatto scendere, il ragazzino ha dovuto camminare per oltre sei chilometri nella neve e con temperature sotto zero per raggiungere la sua casa, impiegando oltre due ore, in una situazione giudicata da molti come un evidente rischio per la sua sicurezza. Chiaramente, dopo che l’episodio è emerso, per l’autista sono iniziati i guai, tra sospensione dal lavoro e apertura di un’inchiesta.
Nelle scorse ore, infine, una sorta di lieto fine o di tregua, chiamiamola come preferiamo, che ha visto coinvolti i genitori del ragazzino e lo stesso autista, il tutto in diretta durante una trasmissione di Rai1. C’è infatti stato un incontro a porte chiuse tra le due parti, con le scuse del lavoratore che sono state accettate dai familiari: “Come famiglia chiediamo di evitare questa gogna mediatica nei suoi confronti”, ha detto il padre del bambino.
Insomma, verrebbe da dire che sarebbe ora di spegnere i riflettori mediatici su questa storia, visto l’evidente chiarimento tra le parti in causa, ma in questa vicenda, purtroppo, c’è qualcuno che ha deciso di marciarci sui social network, Facebook in particolare. Ovvero qualcuno ha voluto far finta di essere l’autista del bus e ha pubblicato una foto in cui praticamente non solo si assume la responsabilità del suo gesto, sostenendo di essere del giusto, ma aggiunge: “I vostri insulti non mi scalfiscono minimamente”.
Si legge ancora nel post che “io continuerò a far pagare il biglietto a tutti, anche al Papa se dovesse salire sul mio autobus”, frase che ha contribuito a scatenare un vero e proprio tiro al bersaglio. “Arriverà presto anche il tuo conto, si chiama karma” oppure “Hai qualche problema irrisolto nella tua infanzia” sono tra i commenti più teneri nei confronti di chi ha pubblicato la sua foto, con tanto di divisa di autista.
Ci ha pensato Elisa D’Ospina, modella curvy e in questo caso web editor ed esperta social, a svelare che il post in questione è un falso, chiedendo all’autore: “Quanto hai monetizzato con sto post?”. Insomma, il post su Facebook è quello che un tempo si definiva specchietto per le allodole e in questo caso si potrebbe parlare di falso d’autore, essendo colui che lo ha messo in Rete un vero e proprio content creator di fake news, che diventano rapidamente virali.
Elisa D’Ospina ci ha preso in pieno: un post del genere, con quel numero divenuto altissimo di interazioni, tra like e commenti, può farti guadagnare diverse decine di euro. Ma chi ne è stato l’autore? A prendere letteralmente in giro decine di migliaia di persone che hanno interagito sul suo post in cui si fingeva l’autista che ha lasciato a piedi un ragazzino è stato il web creator Gian Marco Saolini, che torna dunque alla carica con un il suo ennesimo falso d’autore.
L’imprenditore del web, di recente, si era anche finto il pittore incaricato dal Vaticano per restaurare un affresco, in cui poi uno dei cherubini aveva preso le sembianze di Giorgia Meloni, ma in passato era riuscito in “imprese” ancora più incredibili, che avevano reso credibili travestimenti davvero assurdi. Da membro della scorta di Roberto Saviano che dichiarava di essersi dimesso a operaio Fiat penalizzato per pagare Cristiano Ronaldo, ne ha fatte tante ed è stato addirittura querelato nel marzo 2025 dalla stessa premier.