Strada Palazzo di Città: il “corridoio dei re” nel cuore di Bari Vecchia.

Una striscia di pietra nel cuore di Bari Vecchia. Un percorso breve che sembra allungarsi nel tempo, tra vociare di botteghe, passi lenti e ombre fresche. Strada Palazzo di Città racconta la città senza gridarla: chi la percorre ascolta, guarda, ricuce storie.

La posizione di Strada Palazzo di Città

Strada Palazzo di Città corre a pochi passi da Piazza Mercantile e dalla luce chiara del mare. È una via corta, ma decisiva. La riconosci dalle chianche lisce, dai portoni alti, dai profili delle case che si sfiorano. Io ci passo spesso al mattino. Il profumo di focaccia arriva dall’angolo. Le voci si sovrappongono. La strada non fa scena, ma tiene il ritmo.

Il significato storico di Strada Palazzo di Città

Parliamo di cosa rappresenta. Per Bari, questa via è un asse tra potere civile e devozione. Nel Medioevo la città ruotava attorno alla Basilica di San Nicola (1087 è l’anno dell’arrivo delle reliquie) e ai luoghi delle decisioni pubbliche. Qui si allineavano sedi, uffici, corporazioni. Il vecchio “Palazzo di Città” era poco distante, così come il Sedile dei nobili. Tra la piazza e i chiostri, Strada Palazzo di Città funzionava da spina dorsale. Univa, ordinava, accompagnava.

Il contesto storico di Bari

Bari cambia casacca più volte: Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, poi i Borbóni. Il Castello Svevo presidia, la città cresce, le mura contengono. Nell’Ottocento, con l’apertura di Corso Vittorio Emanuele (tra 1813 e 1824), Bari si sdoppia in “nuova” e “vecchia”, ma questa strada resta un riferimento. Nel Novecento la sede municipale si sposta sul corso, nel nuovo Palazzo di Città monumentale. La via, però, non perde centralità: cambia funzione, non identità.

Il soprannome di Strada Palazzo di Città

E qui entriamo nel suo soprannome. Molti la chiamano “corridoio dei re”. L’espressione circola nella memoria cittadina e nelle narrazioni di guide e studiosi. L’idea è chiara: sovrani, duchi e illustri pellegrini avrebbero imboccato questo tracciato per onorare San Nicola o per attraversare Bari Vecchia in forma ufficiale, dal Castello alla Basilica. Non esistono documenti univoci che confermino ogni passaggio reale su questa strada. Ma la logica urbana regge: chi doveva mostrarsi passava dove la città poteva guardarlo.

La vita attuale di Strada Palazzo di Città

Oggi, cosa succede qui. Strada Palazzo di Città è viva. Le case ospitano famiglie, B&B discreti, piccole botteghe artigiane. Qualche laboratorio di carta e ceramica, una cucina di quartiere, una stanza che profuma di mandorla. Nei giorni del Corteo storico di San Nicola (7-9 maggio), il flusso dei fedeli e dei figuranti tocca spesso quest’area. Le processioni minori, i matrimoni che escono dalla Cattedrale di San Sabino, i cori improvvisati rimbalzano sulle pietre. È una via di passaggio e di sosta. I passi rallentano senza che tu te ne accorga.

È ancora importante? Sì, per tre motivi concreti. Primo: struttura il movimento in Bari Vecchia tra piazze, basiliche e arterie sul mare. Secondo: custodisce una trama edilizia integra, leggibile senza mediazioni. Terzo: continua a essere un dispositivo civico. Qui la città si riconosce, si conta, si racconta. Non serve un arco trionfale: bastano due balconi che si fronteggiano e una luce che entra di taglio.

Un consiglio per la prossima visita

La prossima volta, prova così. Arriva da Piazza del Ferrarese, prendi fiato e imbocca la strada. Tocca il muro fresco, ascolta i passi. Chiediti chi ci è passato prima di te. Non importa se fosse un re, una regina o un pescatore con la rete in spalla. Se una città ha un corridoio segreto, spesso è fatto di pietra in piena luce: sta a noi accorgercene. E tu, quale strada scegli quando vuoi capire davvero un luogo?

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