Un angolo d’Oriente a Bari Vecchia: il fascino bizantino di San Giovanni Crisostomo

Un vicolo di pietra, una porta discreta, la luce calda delle icone. A Bari Vecchia c’è un luogo che non alza la voce e, proprio per questo, resta in testa: San Giovanni Crisostomo, un frammento d’Oriente che respira nel cuore del Sud.

A pochi passi dal mare

Bari cambia ritmo. Le case chiacchierano tra loro. Le botteghe fanno da bussola. Poi, un profumo di resina ti ferma. L’incenso ti prende alla gola con delicatezza. Entri. Il silenzio non è vuoto. È attesa.

Qui la città ricorda chi è

Bari vive da secoli un dialogo con l’Est. Dal 1087, con l’arrivo delle reliquie di San Nicola, accoglie pellegrini e storie. Ogni 9 maggio la festa della Traslazione riapre ponti con il mondo slavo. Anche la Chiesa Russa di San Nicola, restituita alla Federazione Russa nel 2009, lo racconta. Questa trama non è folclore. È geografia interiore.

Tra icone e incenso

La chiesa di San Giovanni Crisostomo è punto di riferimento per il rito greco-cattolico a Bari. Non è una grande basilica. È un luogo raccolto, fatto di passi corti e voci basse. Qui la liturgia segue l’Oriente cristiano. Lo si capisce all’istante. L’iconostasi separa e unisce. Non nasconde. Svela a tempo debito.

Il cuore è la Divina Liturgia

Attribuita proprio a San Giovanni Crisostomo. Le voci si muovono in coro, con il canto che regge una nota lunga, l’ison. I canti non cercano la potenza. Cercano la tenuta. L’assemblea partecipa in piedi. Il gesto è semplice. Il corpo ascolta. Il pane è lievitato. Il calice scende dal sacerdote con un cucchiaino. È un dettaglio che vale una teologia intera: il mistero scende piano, mai di fretta.

Una tradizione che parla al presente

Questo piccolo centro custodisce una pluralità religiosa che Bari coltiva da millenni. Non è un museo del rito. È un laboratorio di equilibrio. Il sacerdote attraversa le porte sante dell’iconostasi. La gente risponde con un segno di croce ampio, a tre dita. Un anziano accende una candela davanti alla Theotokos. Una madre sussurra un tropario al bambino. Nessuno si sente straniero. Tu guardi e impari a respirare più lento.

La differenza con le grandi chiese di tradizione latina

Qui non crea distanza. Crea curiosità. Il rito è lo stesso Vangelo che prende una strada diversa. A Bari, città di porto, questa differenza torna utile. Apre prospettive. Aiuta a uscire dal binario unico. E invita a una domanda semplice: cosa perdiamo quando uniformiamo tutto?

Se passi al tramonto

Cerca il riflesso dell’oro sull’intonaco chiaro. Sembra un sole domestico. Non brucia. Scalda. Forse è questo il segreto di Bari Vecchia. Custodire l’alterità senza farne un monumento. Lasciarla vivere, come il respiro dell’incenso che ti resta addosso anche fuori, quando la pietra torna strada e l’orecchio, piano, riapprende il rumore del mare.

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