Volare gratis (o quasi): come funzionano davvero le raccolte punti miglia

Un biglietto che costa zero è un miraggio, ma c’è un modo per far scendere il prezzo fino a sembrare magia: capire dove nascono e dove finiscono davvero le tue miglia aeree. Da lì, ogni viaggio cambia peso, ritmo, possibilità.

Volare “gratis” esiste a metà

Le raccolte punti funzionano, ma non tutte allo stesso modo. Io l’ho capito al primo riscatto: volo europeo pagato con miglia, tasse separate alla cassa. Niente trucco, solo regole precise. Se le leggi bene, il conto è gentile. Se le ignori, la delusione è certa.

Come si accumulano davvero

Le miglia si guadagnano volando, ma oggi la metrica è spesso la spesa. Alcuni programmi di fedeltà assegnano punti per euro speso; la progressione cresce con lo status. Altri si basano su distanza e classe tariffaria. Non è uniforme e varia per compagnia. Le alleanze contano: voli con una compagnia, accrediti le miglia su un partner più conveniente. Funzionano anche i canali a terra: hotel, autonoleggi, shopping online, ristoranti. Importante: non confondere le miglia “premio” con i punti “status”. Le prime servono per i posti premio, i secondi sbloccano priorità, lounge, bagaglio. Sono valute diverse.

Arriviamo al punto centrale

Non vince chi accumula di più, ma chi usa meglio. Le compagnie applicano tasse e spesso “supplementi carburante” sui biglietti premio. In Europa, su un andata/ritorno possono pesare parecchio. Per questo il valore nasce nel “dove” e nel “quando” riscatti. Ecco i nodi che cambiano il gioco:

Breve raggio caro? Le miglia brillano. Se un Milano–Londra costa troppo in cash, un volo premio può essere dolce. Se invece il biglietto cash è basso, paga cash e conserva i punti.

Partner e “sweet spot”. Alcuni percorsi su compagnie partner costano meno punti e hanno tasse più basse. Un classico: rotte europee medio-brevi con programmi a tariffa fissa o quasi. Altro esempio utile: promozioni mensili di certi programmi che scontano fino a metà i punti su rotte selezionate. I dettagli cambiano nel tempo; verifica sempre prima di trasferire i punti.

Premium che diventano accessibili. Le cabine business e premium economy spesso sono la miglior resa per miglia: cash alto, punti relativamente stabili. Le tasse possono però salire. Valuta il totale.

Capitolo carte di credito

In Italia le co-branded sono poche, ma gli ecosistemi a punti trasferibili aiutano. I trasferimenti di punti verso più programmi danno flessibilità. I bonus di benvenuto sono variabili e non garantiti; controlla periodicità, costi annuali e tasso. Regola d’oro: paga sempre a saldo. Gli interessi cancellano il valore delle miglia.

Conviene rispetto a treni e bus?

I treni premiano in modo più semplice, spesso stile cashback. Meno “magia”, meno restrizioni, valore stabile. Le miglia aeree invece richiedono pazienza, ma possono sbloccare biglietti molto costosi. Le compagnie low cost raramente hanno programmi a punti veri: sconti e club, sì; “voli premio”, quasi mai. Se sai già che volerai spesso con legacy e partner, un programma a miglia rende. Se ti muovi su rotte corte al miglior prezzo del giorno, la semplicità del cash vince.

In pratica

Scegli un’alleanza e un solo programma principale. La dispersione costa.

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Riscatta dove le tasse sono basse e l’inventario premio è buono.

Non farti sedurre dai numeri assoluti di punti: conta il valore per punto.

Pianifica: alcune disponibilità aprono a 11–12 mesi, altre a ridosso della partenza.

Considera gli upgrade quando la differenza in punti è ragionevole.

Io tengo una lista di rotte “desiderio” e una di rotte “opportunità”. Ogni tanto coincidono. Quando succede, la pagina di pagamento si fa silenziosa. Pochi clic, poche miglia, poche tasse. E una domanda che torna sempre, mentre chiudo lo zaino: se potessi spostare il mondo con i punti, dove metteresti il prossimo orizzonte?

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